Basilica di San Giorgio Maggiore — Venezia, Italia Stanza / Audioguida
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Basilica di San Giorgio Maggiore Audioguida in italiano

Un luogo da ricordare. Una storia da portare con te.

La Basilica di San Giorgio Maggiore è una chiesa benedettina del sedicesimo secolo sull'isola omonima a Venezia, progettata da Andrea Palladio. La chiesa è una basilica in stile rinascimentale classico e…

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La Basilica di San Giorgio Maggiore è una chiesa benedettina del sedicesimo secolo sull'isola omonima a Venezia, progettata da Andrea Palladio. La chiesa è una basilica in stile rinascimentale classico e costituisce un punto focale della vista dalla Riva degli Schiavoni.

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Audioguida / 11 tappe narrate

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01La facciata palladiana

La facciata palladiana

Benvenuti alla Basilica di San Giorgio Maggiore, la chiesa abbaziale di un monastero benedettino situato su un'isola nella laguna di Venezia. Al di là dell'acqua si staglia la Piazzetta di San Marco, e questa facciata bianco brillante è stata posizionata proprio per guardare verso di essa. Andrea Palladio progettò la chiesa e la prima pietra fu posta nel 1566 alla presenza del Papa. La facciata in sé non fu terminata fino al 1610. Il suo luccichio sopra l'acqua azzurra la rende il punto focale della vista dalla Riva degli Schiavoni. La facciata risolve anche un problema che aveva tormentato i costruttori di chiese per secoli. Il fronte di un tempio classico è basso e largo, ma una chiesa cristiana ha una navata alta sopra navate laterali basse. La risposta di Palladio fu quella di sovrapporre due fronti di tempio. Un timpano largo con il suo architrave copre la navata ed entrambe le navate laterali, apparentemente sostenuto da un unico ordine di lesene. Sopra di esso si trova un timpano più stretto, della larghezza della sola navata, sostenuto da colonne giganti su alti piedistalli. Accanto al portale centrale si trovano le statue di San Giorgio e di Santo Stefano, i due santi titolari della chiesa.

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Anteprima — tappa 1 di 11

Luke N. Vargas. Dontexpect · Public domain

02La luminosa navata della Basilica

La luminosa navata della Basilica

All'interno la chiesa è luminosissima, con imponenti colonne addossate e lesene che si ergono contro pareti bianche e spoglie. Una lunga navata basilicale è intersecata da una pianta cruciforme con transetti, e una cupola segna l'incontro dei due assi. I benedettini desideravano qui luce e chiarezza classica anziché i ricchi ornamenti colorati di molte chiese veneziane. Il modello fu approvato nel 1566. Entro il 1575 i muri perimetrali e il tamburo della cupola sorgevano già. La cupola stessa fu completata nel 1576. Palladio morì nel 1580, prima che il coro dietro l'altare e la facciata fossero completati. Il coro fu terminato negli anni successivi alla sua morte, e la decorazione dell'interno seguì in un secondo momento.

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Anteprima — tappa 2 di 11
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Photo: Misha2101 · CC BY-SA 4.0

03L'altare maggiore e i bronzi di Campagna

L'altare maggiore e i bronzi di Campagna

In fondo alla navata sorge l'altare maggiore, il cui disegno è attribuito ad Antonio Vasillacchi, detto l'Aliense. A coronarlo vi è un gruppo in bronzo di Gerolamo Campagna risalente agli anni Novanta del Cinquecento. Quattro figure scure degli Evangelisti sollevano un globo sulle loro spalle. Sopra il globo si eleva Cristo, insieme alla Trinità. Il bronzo scuro risalta nettamente contro le colonne pallide dell'architettura di Palladio alle sue spalle. Esso è il cuore liturgico dell'intera chiesa, incorniciato dalle colonne del presbiterio.

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José Luiz · CC BY-SA 4.0

04L'Ultima Cena del Tintoretto

L'Ultima Cena del Tintoretto

Ai lati del presbiterio sono appese due tele molto grandi di Jacopo Tintoretto, entrambe dipinte sul tema dell'istituzione dell'Eucaristia. Sono state collocate per essere viste dalla balaustra dell'altare. L'Ultima Cena è la più scura delle due. Una lampada brilla dal soffitto e sotto di essa risplende l'aureola intorno a Cristo. La tavola corre in diagonale in profondità nel dipinto, così l'occhio viaggia insieme agli apostoli lungo di essa. Attorno al pasto sacro si muovono servitori comuni, animali e piatti sparsi. Questo è il Tintoretto dell'ultima maniera nel suo aspetto più drammatico, che colloca il momento sacro all'interno della vita quotidiana piuttosto che separato da essa.

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Jacopo Tintoretto · Public domain

05La raccolta della manna

La raccolta della manna

Dall'altra parte del presbiterio è appesa la tela compagna, La raccolta della manna. Essa mostra gli Israeliti che raccolgono la manna, il cibo che Dio mandò loro nel deserto dopo la fuga dall'Egitto. Un popolo intero si raduna, si inginocchia e mangia in tutta l'affollata scena terrena. A destra una figura radiosa veglia su di loro. Nella lettura cristiana la manna prefigurava l'Eucaristia, il pane dal cielo. Ecco perché i due dipinti furono appesi in coppia in questo presbiterio. L'Ultima Cena, il suo gemello, la fronteggia in scala corrispondente, la promessa e il suo compimento su entrambi i lati dell'altare.

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Jacopo Tintoretto · Public domain

06Il coro dei monaci dietro le colonne

Il coro dei monaci dietro le colonne

Dietro l'altare, oltre una cortina di colonne, si trova la ragione d'essere dell'intero complesso: il coro dei monaci. Palladio ne progettò gli elementi essenziali prima della sua morte e fu costruito tra il 1580 e il 1589. La stanza semicircolare è rivestita di stalli in legno scuro. Lungo di essi corrono bassorilievi di Albert Van der Brulle. Per una comunità benedettina il coro è il cuore della giornata. I monaci si riuniscono qui durante le ore per cantare le preghiere che scandiscono la vita monastica. Tutto il resto di questa chiesa, la sua navata, i suoi altari e i suoi dipinti, è al servizio di quel ritmo di preghiera.

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Photo: Andraszy · CC BY-SA 4.0

07La Cappella dei Morti e la Deposizione nel Sepolcro

La Cappella dei Morti e la Deposizione nel Sepolcro

Nella Cappella dei Morti è appesa la Deposizione di Cristo del Tintoretto, dipinta nel 1594. Il corpo di Cristo giace sulla lastra di pietra, avvolto in un panno bianco. La Vergine sviene in blu in alto a sinistra, sorretta da figure in lutto. Gli angeli fluttuano nell'oscurità sopra la scena. Il dipinto è illuminato come dalla luce di una torcia, con i dolenti stretti l'uno contro l'altro. Mostra un Tintoretto molto diverso dalle grandi tele del presbiterio, intimo e cupo. Il dipinto è stato restaurato e i suoi colori profondi trasmettono ancora il dolore della scena.

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Jacopo Tintoretto · Public domain

08La Cappella Bollani e la pala di Sebastiano Ricci

La Cappella Bollani e la pala di Sebastiano Ricci

La cappella a destra dell'altare maggiore apparteneva alla famiglia Bollani. Domenico Bollani era stato ambasciatore presso Edoardo Sesto d'Inghilterra nel 1547 e in seguito era diventato vescovo. In molte chiese veneziane le famiglie compravano cappelle e le decoravano a loro piacimento. I benedettini avevano entrate dalle proprietà ed erano in una posizione di forza, quindi mantennero il controllo delle cappelle e ne dettarono la decorazione. Dopo la morte di Domenico i lavori rallentarono e la cappella era ancora incompiuta nel 1619, con un dipinto scadente come pala d'altare. Un sostituto fu installato nel 1693. Solo nel 1708 la cappella ricevette l'importante opera che vi si vede ora, la Madonna col Bambino e santi di Sebastiano Ricci. È una vivace scena tardo barocca, con la Madonna in trono tra santi e putti che volteggiano nel cielo. In basso un angioletto suona il liuto.

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Photo: Sailko · CC BY 3.0

09Il chiostro benedettino e il retaggio del monastero

Il chiostro benedettino e il retaggio del monastero

Quest'isola appartiene ai benedettini da molto tempo. Nel 982 il doge Tribuno Memmo la donò all'ordine, e un monaco di nome Giovanni Morosini vi fondò il monastero diventandone il primo abate. Un terremoto nel 1223 distrusse ogni edificio dell'isola, e la comunità provvedette alla ricostruzione. La prima opera di Andrea Palladio qui fu il refettorio del monastero, ricostruito a partire dal 1560. Per la parete di fondo Paolo Veronese dipinse Le nozze di Cana, completate in poco più di un anno. Nel 1797 le truppe napoleoniche trafugarono il quadro, tagliarono la tela per il trasporto e la portarono a Parigi; oggi si trova al Louvre. Il momento più straordinario del monastero arrivò poco dopo. Con Roma occupata e il soglio pontificio vacante, i cardinali si riunirono in conclave su quest'isola remota nel 1799. Elessero Pio settimo, che fu incoronato in questa chiesa nel marzo del 1800.

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Photo: Orlando Paride · CC BY-SA 4.0

10Il campanile

Il campanile

Il campanile sorse per la prima volta nel 1467. Nel 1774 crollò, distruggendo parti degli edifici monastici circostanti. La torre che si erge oggi fu terminata nel 1791, progettata in stile neoclassico dall'architetto Benedetto Buratti. Il suo fusto quadrato sorregge una cella campanaria in pietra d'Istria bianca, sormontata da una guglia conica. Il rame della guglia è diventato verde a causa degli agenti atmosferici. La torre si innalza per circa settantacinque metri sulla laguna. Le rampe rendono la salita agevole e c'è anche un ascensore. Dalla cima si gode di una splendida vista su Venezia.

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José Luiz · CC BY-SA 4.0

  1. 11

    Dalla cima del campanile: Venezia e San Marco

    Il panorama che spiega l'intera chiesa e la frase di Forster sull'isola.

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Basilica di San Giorgio Maggiore

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