Belvedere, Vienna — Vienna, Austria Stanza / Audioguida
Vienna, Austria
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Stanza · Audioguida

Belvedere, Vienna Audioguida in italiano

Un luogo da ricordare. Una storia da portare con te.

Il Belvedere è un complesso edilizio storico e un museo d'arte a Vienna, in Austria. Consiste di due palazzi barocchi, il Belvedere Superiore e il Belvedere Inferiore, che furono costruiti come residenza…

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Una guida. Il tuo modo di visitare.

Il Belvedere è un complesso edilizio storico e un museo d'arte a Vienna, in Austria. Consiste di due palazzi barocchi, il Belvedere Superiore e il Belvedere Inferiore, che furono costruiti come residenza estiva del principe Eugenio di Savoia.

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Audioguida / 16 tappe narrate

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Scopri alcune storie prima della visita. Apri una tappa per saperne di più.

01Belvedere Superiore e la vasca dei riflessi meridionale

Belvedere Superiore e la vasca dei riflessi meridionale

Le do il benvenuto al Belvedere. Due palazzi barocchi si fronteggiano attraverso un giardino formale su una collina sopra Vienna, e questo, il Belvedere Superiore, domina tutto il complesso. Fu costruito come residenza estiva del principe Eugenio di Savoia, progettato principalmente dall'architetto Johann Lukas von Hildebrandt. Eugenio desiderava la rappresentanza più della privacy: un palcoscenico per cerimonie, ricevimenti e ostentazione, abbastanza alto da impressionare. I lavori furono ultimati nel 1723, e ancor prima che gli interni fossero completati il palazzo dimostrò il proprio scopo. Nel 1719 il principe ricevette qui l'ambasciatore turco, Ibrahim Pasha, mentre i pittori e gli stuccatori erano ancora al lavoro all'interno. Oggi l'edificio è uno dei principali musei d'Austria, e l'intero complesso appartiene al patrimonio mondiale del centro storico di Vienna. La facciata ha un ulteriore onore: appare sulla moneta austriaca da venti centesimi.

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Anteprima — tappa 1 di 16

C.Stadler/Bwag · CC BY-SA 4.0

02Sala Terrena: la sala che quasi crollò

Sala Terrena: la sala che quasi crollò

Ogni palazzo ha una crepa nella sua facciata di perfezione, ed eccola qui. Questa sala al pian terreno doveva essere un unico spazio aperto, in parte sala giardino e in parte vestibolo d'ingresso, fatta di archi ariosi e luce. Poco dopo il completamento, tuttavia, la struttura cominciò a dare problemi. L'edificio era stato concepito per la rappresentanza, e le volte della sala si rivelarono più di quanto le mura potessero comodamente sostenere. Così nell'inverno del 1732 l'architetto Hildebrandt tornò nel proprio edificio e ricostruì la stanza. Installò un soffitto a volta sorretto da quattro colossali colonne di Atlante, le figure muscolose che si trovano oggi nella sala. Ecco perché la stanza appare così: non un tratto di brio barocco, ma una riparazione che divenne il progetto. Da allora i giganti reggono il soffitto.

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Belvedere, Wien · CC BY-SA 3.0 at

03Una figura di Atlante in primo piano

Una figura di Atlante in primo piano

Questa figura sta reggendo un edificio. Si piega in avanti, con ogni muscolo della schiena e delle gambe teso, puntandosi sotto l'arco che poggia sulle sue spalle. Sopra la sua spalla lo scalpellino ammassò i trofei di guerra: armatura, insegne, armi, tutte le spoglie di un comandante vittorioso. Il gigante di pietra è uno dei quattro Atlanti di questa sala, ciascuno lavorato in pietra Zogelsdorfer, un calcare chiaro proveniente da una cittadina di cave vicino a Vienna. Il soggetto si addice all'edificio. Un palazzo costruito per celebrare le vittorie di un generale colloca i suoi trofei di guerra proprio nelle colonne, così che persino l'architettura sembra servire l'esercito. Il volto della figura guarda in basso e verso l'esterno, segnato dalle intemperie e calmo, come se lo sforzo non fosse assolutamente nulla.

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Photo: Dguendel · CC BY 4.0

04Scalone d'onore

Scalone d'onore

Uno scalone d'onore in un palazzo barocco non era mai solo un modo per salire al piano superiore. Era un palcoscenico, costruito affinché gli ospiti d'onore salissero lentamente verso le sale di rappresentanza, osservati per tutto il percorso. La decorazione è ricca di fogliame, decorazioni a nastro, cartouches ed emblemi, scolpiti nella pietra Zogelsdorfer. I gradini stessi sono in Kaiserstein, una pietra dura attraversata da forti venature blu. Fino al ventesimo secolo la scala rimase aperta su entrambi i lati, una cascata di pietra che saliva attraverso la sala. Nel 1904 furono installate porte e finestre a vetri, perché il palazzo aveva cambiato funzione. L'erede al trono, l'arciduca Francesco Ferdinando, visse qui con la sua famiglia dal 1894 e riempì le stanze con più di diciottomila oggetti che aveva raccolto nei suoi viaggi intorno al mondo. Visse qui fino al 1914, quando lui e sua moglie furono assassinati a Sarajevo. La guerra che seguì e il collasso della monarchia cambiarono completamente la storia di questo palazzo.

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Jorge Royan · CC BY-SA 3.0

05Rilievo di battaglia sullo Scalone

Rilievo di battaglia sullo Scalone

I cavalli si impennano, le sciabole roteano, i cavalieri si scontrano l'uno contro l'altro in questo pannello di battaglia scolpito sulla parete dello scalone. Non è registrato quale combattimento esso mostri; rappresenta nel suo insieme le guerre del generale. L'uomo che pagò per questo palazzo fu il principe Eugenio di Savoia, e la sua fama poggiava sulle sue campagne contro l'Impero Ottomano. Quelle vittorie gli portarono ricchezza, terre e prestigio, e portarono a Vienna un boom edilizio corrispondente. Il Belvedere sorse in quegli anni prosperi, su una collina sopra la capitale, come monumento al successo militare. Le figure simili ad Atlante che affiancano il pannello ne sorreggono la cornice nello stesso modo in cui i loro fratelli al piano inferiore sorreggono il soffitto. L'intero edificio sostiene la stessa tesi: le vittorie arrivarono per prime, e tutto ciò che vi è di bello arrivò dopo.

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Photo: Andreas Praefcke · Public domain

06Cappella del palazzo

Cappella del palazzo

Dietro tutto lo sfarzo di rappresentanza, il principe teneva una stanza per la preghiera. Questa cappella è piccola e densa di ornamenti: volute dorate che si arrampicano lungo le pareti, una pala d'altare scura incorniciata in marmo bianco, angeli che affollano gli angoli. Nel 1719 Eugenio commissionò al pittore italiano Francesco Solimena la realizzazione della pala d'altare. Gli affreschi sono di Carlo Innocenzo Carlone, lo stesso pittore che di lì a poco si sarebbe occupato del grande soffitto della Sala di marmo al piano superiore. Mentre le sale di rappresentanza furono costruite per ambasciatori e cortigiani, questa stanza serviva alla devozione privata della famiglia, e le sue dimensioni glielo dicono chiaramente. La doratura cattura la luce dalle alte finestre e l'intero santuario risplende come uno scrigno. È la stanza più silenziosa in un palazzo costruito per il rumore.

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Photo: Bahnfrend · CC BY-SA 4.0

07Sala di marmo

Sala di marmo

Questo è il cuore del palazzo, la sua stanza più grande e magnifica, che ha conservato gran parte del suo stato originale. Le pareti risplendono di un rosso intenso, rivestite di marmo di Adnet, e lo scalpellino di corte Elias Hügel diresse i lavori in pietra dell'intero edificio. I lampadari di cristallo pendono in basso e il soffitto si apre verso un cielo dipinto. Ma questa stanza ha una seconda vita oltre il barocco. Il 15 maggio 1955, qui, nel Belvedere Superiore, fu firmato il Trattato di Stato austriaco. Quel trattato ristabilì l'Austria come stato indipendente e democratico, dopo dieci anni di occupazione alleata in seguito alla seconda guerra mondiale. Una stanza costruita per la gloria di un uomo divenne, due secoli dopo, il luogo di nascita della libertà di un intero paese. Il marmo ha visto entrambe le cose.

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Photo: Ирина Шатова · CC BY-SA 4.0

08Il principe Eugenio come Apollo: l'affresco del soffitto

Il principe Eugenio come Apollo: l'affresco del soffitto

Il soffitto della Sala di marmo reca l'ultimo omaggio del palazzo al suo proprietario. Carlo Innocenzo Carlone dipinse questo affresco tra il 1721 e il 1723, e non raffigurò il principe Eugenio come un soldato. Lo mostra come un nuovo Apollo, alla guida delle Muse, un eroe delle arti piuttosto che del campo di battaglia. Il dio della poesia e della musica, incoronato tra le nuvole, con le fattezze del principe. Attorno al quadro centrale corre un'architettura dipinta, colonne e balaustre che sembrano aprire il soffitto verso il cielo. Chi abbia dipinto quell'intelaiatura illusionistica è un vero enigma: una versione attribuisce l'opera a Gaetano Fanti, lo specialista di tale pittura illusionistica, che fu incaricato per la Sala di marmo nel 1719. Un'altra attribuisce il lavoro a Marcantonio Chiarini di Bologna. Entrambi erano maestri dell'inganno; il soffitto mantiene il segreto.

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painting: Carlo Innocenzo Carloni photo: Alberto Fernandez Fernandez · CC BY 2.5

09Il bacio di Klimt

Il bacio di Klimt

Una coppia se ne sta avvolta nell'oro ai margini di un prato fiorito. L'uomo si china per baciare la guancia della donna, con il volto rivolto verso l'esterno, ed entrambi si dissolvono quasi interamente nell'ornamento. Si tratta del bacio di Klimt, il dipinto per il quale la gente viene al Belvedere, e il pezzo forte di un'importante collezione di Klimt. Il patrimonio del museo spazia dal Medioevo al presente, con nomi come Klimt, Schiele, Kokoschka, Monet, Van Gogh e Rodin. Lo stile dorato di Klimt nacque dalla Secessione viennese, il movimento che ruppe con l'arte ufficiale della città all'inizio del secolo scorso. Foglia d'oro, motivo piatto, una superficie scintillante: lo stile raggiunse il suo apice qui, dove due figure diventano un'unica forma radiosa. Il prato sotto di loro è cosparso di fiori e la tunica dell'uomo è ricoperta di piccoli rettangoli, come un mosaico lavorato in oro.

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Gustav Klimt · Public domain

10Giuditta I di Klimt e la storia moderna del museo

Giuditta I di Klimt e la storia moderna del museo

Nelle vicinanze è appeso un secondo Klimt, e la sua cornice racconta la storia del museo stesso. Giuditta guarda fuori con gli occhi socchiusi, a spalle nude, indossando un ampio collare d'oro e blu, con la testa di Oloferne seminascosta nell'ombra al suo fianco. L'iscrizione sulla cornice dorata recita Judith und Holofernes, così nessuno spettatore potrebbe confondere l'eroina biblica. Nel 1903 aprì nel Belvedere Inferiore la Moderne Galerie, la prima collezione statale in Austria dedicata all'arte moderna, istituita in parte grazie agli sforzi della Secessione viennese. I primi acquisti includevano Van Gogh, Monet e Segantini, e nel 1912 il museo divenne la Galleria di Stato austriaca. Il capitolo più difficile arrivò nel 2006. Dopo una lunga battaglia legale, l'Austria restituì cinque dipinti di Klimt agli eredi di Ferdinand e Adele Bloch-Bauer, tra cui il dorato Ritratto di Adele Bloch-Bauer primo, poiché erano stati sottratti illecitamente durante l'era nazista. In base alla legge austriaca sulla restituzione del 1998, il museo continua a ricercare la storia delle sue opere più antiche e restituisce ciò che trova.

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Gustav Klimt · Public domain

  1. 11

    La vista su Vienna oggi

    Il panorama sui giardini e sulla città, una vista che ha un nome tutto suo e che conta nelle discussioni urbanistiche di Vienna.

  2. 12

    La vista di Vienna dal Belvedere di Bellotto

    La veduta dipinta da Bellotto intorno al 1759, la più antica testimonianza dettagliata del giardino e della città com'erano un tempo.

  3. 13

    Il giardino barocco terrazzato

    Tre terrazze progettate da un giardiniere di Versailles e le fontane che rimasero silenziose per sedici anni.

  4. 14

    Una sfinge nel parterre

    Una guardiana alata sul parterre e l'anno in cui il giardino privato del principe divenne di tutti.

  5. 15

    Il Belvedere Inferiore

    Il palazzo costruito per primo in fondo alla collina, dove Eugenio visse realmente e dove i diplomatici venivano in visita.

  6. 16

    L'Orangerie e l'eredità del principe

    L'Orangerie, il leone di un principe e la leggenda del ruggito che segnò la sua morte.

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Belvedere, Vienna

Domande frequenti

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