Stanza · Audioguida
Termesso Audioguida in italiano
Un luogo da ricordare. Una storia da portare con te.
Termesso era una città pisidica costruita a un'altitudine di circa 1000 metri sulle pendici del Güllük Dağı, nei Monti del Tauro. È un'antica città della Panfilia situata a 17 chilometri a nord-ovest di…
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Termesso era una città pisidica costruita a un'altitudine di circa 1000 metri sulle pendici del Güllük Dağı, nei Monti del Tauro. È un'antica città della Panfilia situata a 17 chilometri a nord-ovest di Antalia.
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Audioguida / 29 tappe narrate
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01
Panoramica su Termesso – Parco nazionale di Güllük-Termessos
In alta quota sui Monti Tauri, a circa trenta chilometri a nord-ovest di Adalia, un'intera città antica sorge su una piattaforma naturale a circa mille metri sul livello del mare. La montagna sovrastante, il Güllük Dağı, sale a millesecentosessantacinque metri, e la città si aggrappa ai suoi pendii sud-occidentali. I suoi fondatori furono i Solimi, un popolo indigeno pisidio, che presero il nome da Solimeo, una divinità anatolica successivamente identificata con Zeus. La città venerava quindi Zeus Solimeo, e il suo nome compare sulle sue monete. I Solimi sono abbastanza antichi da apparire nell'Iliade di Omero, nella leggenda di Bellerofonte. Questa fu dapprima una fortezza e poi una città, e pochi nemici riuscirono mai a prenderla d'assalto. Lo stesso Alessandro Magno vi rinunciò. Roma riconobbe in seguito per legge l'indipendenza della città. Oggi sono iniziati qui scavi formali, all'interno del parco nazionale che porta il suo nome, una delle città antiche meglio conservate della Turchia.
Photo: Saffron Blaze · CC BY-SA 3.0
02
Porta monumentale di Adriano
Tra i resti di Termesso si erge una porta monumentale romana che porta il nome di Adriano. Appartiene a una famiglia di grandi ingressi che i Romani costruirono in tutte le loro province, archi cerimoniali innalzati per segnare il passaggio dalla strada aperta a una città. Qui fungeva da maestoso ingresso alla città bassa, con un'ampia scalinata che vi conduceva. Essa figura tra i monumenti noti della città insieme alle mura, alle cisterne, al teatro, al ginnasio, all'agorà, all'odeion e all'heroon. La porta viene spesso chiamata arco di trionfo, e ingressi di questo genere venivano solitamente costruiti per onorare un imperatore, che vi fosse mai venuto o meno. Massi sparsi si trovano tutt'intorno, precipitati dalla struttura sovrastante. Ciò che rimane oggi dà solo un'idea di quanto imponente fosse un tempo il monumento completo, incorniciato contro la roccia nuda della montagna.
Photo: Dosseman · CC BY-SA 4.0
03
Porta monumentale di Adriano – Portale superstite
Un singolo telaio di porta rettangolare è ancora eretto qui, che si innalza da un mare di muratura crollata. I blocchi intorno giacciono dove sono caduti, grigi di lichene e alterati dalle intemperie. Quel telaio eretto è la misura migliore della scala che la porta finita possedeva. Ciascuno stipite è una lastra imponente di pietra squadrata, e l'intero portale un tempo si innalzava molto al di sopra di esso. Posta contro il pendio e le rovine sparse, la sola porta mostra quanto del monumento sia svanito e quanto ancora regga.
Ascolta nell'appPhoto: Zythème · CC BY-SA 3.0
04
Porta monumentale di Adriano – Architrave scolpito
Sopra la porta corre una trabeazione scolpita, la fascia orizzontale di pietra che portava la decorazione della porta. La sua superficie è lavorata con motivi modanati ripetuti, il genere di ornamenti che i muratori romani usavano per conferire ricchezza agli edifici cerimoniali. Le colonne scanalate che fiancheggiano l'apertura sono intagliate con la stessa cura. Tutto ciò è rimasto esposto al clima della montagna per secoli, attraverso gelo, sole e pioggia, e l'intaglio è ancora leggibile. È un promemoria di quanto fossero abili gli scalpellini di una città provinciale romana, che lavoravano dura pietra calcarea locale con scalpelli e senza alcun macchinario. I blocchi erano sagomati per incastrarsi con precisione, e quelli rimasti uniti sono sopravvissuti a quelli caduti.
Ascolta nell'appPhoto: Dosseman · CC BY-SA 4.0
05
Tempio di Artemide
Una donna di nome Aurelia Armasta costruì un tempio qui, e si assicurò che tutti lo sapessero. Un'iscrizione sull'ingresso, che si conserva integra, registra che il tempio era dedicato ad Artemide, e che sia l'edificio sia la statua di culto all'interno furono pagati da Aurelia e da suo marito, utilizzando il proprio denaro. La ricchezza privata che finanziava un culto pubblico era un atto comune di generosità nelle città romane, e anche costoso. Il tempio è piccolo ed elegante, del tipo prostilo, con colonne sulla fronte, e la sua camera interna misura circa cinque metri e mezzo per lato. Stilisticamente appartiene alla fine del secondo secolo dopo Cristo. Accanto all'ingresso, dall'altro lato, la statua dello zio di Aurelia si erge su una base iscritta, mantenendo il nome della famiglia legato al dono. Il tempio si erge ora privo di tetto e invaso dalla vegetazione, ma l'iscrizione che racconta la sua storia è ancora al suo posto.
Ascolta nell'appVadimph · CC BY-SA 3.0
06
Tempio di Artemide – Mura tra la vegetazione
Attraverso i grandi blocchi della porta del Tempio di Artemide, la vista spazia tra alberi e arbusti intrecciati che crescono dove un tempo sorgeva la statua della dea. I muri in pietra sono fitti di licheni chiari e i blocchi caduti giacciono tra i cespugli all'interno. Qui ben poco è stato ripulito o riordinato. Questo è lo stato normale di Termesso, una città che non è mai stata completamente scavata, dove le strutture antiche e la vegetazione spontanea si sono fuse nel corso dei secoli. La mole del tempio è ancora facile da distinguere, con le mura e l'ingresso che incorniciano il fianco della collina oltre. È una rovina che la montagna è andata silenziosamente riconquistando.
Ascolta nell'appPhoto: Dosseman · CC BY-SA 4.0
07
Porta della città e oracoli dei dadi
Nelle mura a est della Porta della città, alcune iscrizioni offrono uno stranissimo servizio a chi arriva: risposte dagli dèi, tramite i dadi. Ogni iscrizione si sviluppa per circa quattro o cinque righe. Indica i numeri da tirare, il nome della divinità consultata, come Zeus o Apollo, e il consiglio che quella divinità offre per quel lancio. Un viaggiatore tirava i dadi, abbinava i numeri al testo e leggeva la predizione che lo attendeva. Credenze di questo tipo, nella stregoneria, nella magia e nella superstizione, erano diffuse in tutto l'Impero Romano, e gli abitanti di Termesso erano probabilmente appassionati di divinazione. Ciò che rende questo luogo straordinario è che l'oracolo fu inciso nelle difese stesse della città, proprio nel punto in cui ogni viaggiatore entrava. A quanto pare, gli dèi venivano consultati mentre si entrava.
Ascolta nell'appPhoto: Dosseman · CC BY-SA 4.0
08
Porta della città – Salita al passo
La Porta della città si erge in alto, sulla ripida salita in cui l'antica strada d'accesso raggiunge finalmente le mura. Da questa strada è possibile vedere il famoso passo Yenice, il varco tra i monti attraverso cui si snodava la vecchia via. La salita stessa faceva parte del progetto della città. Lungo la salita si ergono mura di fortificazione ellenistiche, cisterne scavate per raccogliere l'acqua e molti altri resti, cosicché un viaggiatore in arrivo incontrava le difese della città molto prima di vederne la Porta della città. La strada si arrampica tra roccia nuda e alberi radi, e il panorama si apre sui monti inferiori alle spalle. È un accesso difficile e in quota, esattamente ciò che ci si aspetterebbe da una città che viveva dietro i suoi bastioni.
Ascolta nell'appPhoto: Dosseman · CC BY-SA 4.0
09
Via Regia
Nel 333 a.C., Alessandro Magno marciò per forzare il passo che costeggia Termesso, la rotta tra la Panfilia e la Frigia. Gli abitanti di Termesso glielo sbarrarono. Perse molto tempo e fece grandi sforzi per aprirsi un varco, poi si avventò con rabbia sulla città e la cinse d'assedio. La paragonò a un nido d'aquila. Ma sapendo di non poterla prendere, non la assaltò mai e marciò invece verso nord per scatenare la sua furia su Sagalassos. Il motivo per cui scelse proprio il ripido passo Yenice, quando esistevano valichi molto più bassi e facili, è ancora oggetto di dispute. Si dice persino che i suoi ospiti a Perge lo abbiano mandato sul sentiero sbagliato. La Via Regia arrivò più tardi, costruita nel secondo secolo d.C. grazie ai contributi della popolazione di Termesso. Questa via attraversa le mura della città più in alto e corre in linea retta fino al centro di essa.
Ascolta nell'appPhoto: Dosseman · CC BY-SA 4.0
10
Via Regia – Monumento scolpito
Accanto alla vecchia strada principale si erge un singolo monumento in pietra riccamente lavorata, con i pannelli scolpiti con cornici e recanti iscrizioni. Monumenti come questo fiancheggiavano le grandi strade delle città di epoca romana, onorando personalità i cui nomi erano registrati dalle sculture, una forma pubblica di celebrazione civica in cui la generosità verso la città veniva ricompensata nella pietra. A cavallo tra il secondo e il terzo secolo d.C., Termesso era una fiorente città provinciale e i suoi cittadini contrassegnarono la strada principale di conseguenza. Cosa contenesse originariamente questo specifico monumento e chi lodassero le sue iscrizioni non si può dire con certezza oggi. La sua fattura, tuttavia, è abbastanza intatta da mostrare lo standard con cui la strada fu edificata.
Ascolta nell'appPhoto: Dosseman · CC BY-SA 4.0
- 11
Ginnasio e terme
Il ginnasio e le terme, le comodità di una città arricchitasi sotto il dominio romano.
- 12
Ginnasio – Arco e portale scolpiti
Un arco finemente tagliato nella parete del ginnasio, con una muratura assemblata senza quasi alcun margine di errore.
- 13
Mura superiori della città
La cinta muraria che rese Termesso inespugnabile e il motivo per cui Alessandro scelse di non metterla alla prova.
- 14
Mura superiori della città – Bastione nella foresta
Le mura superiori della città costruite per seguire i contorni della montagna stessa, con roccia e muratura che lavorano insieme.
- 15
Tomba di Alceta
La tomba del generale Alceta, che scelse la morte anziché la resa, e i giovani della città che lo seppellirono con onore.
- 16
Tomba di Alceta – Rilievo del cavaliere
Un cavaliere scolpito sulla parete della tomba e la catena di indizi che punta ad Alceta stesso.
- 17
Tomba di Alceta – Rilievo dell'aquila
Un'aquila con un serpente tra gli artigli, scolpita dove il monumento funebre di un generale la riterrebbe adatta.
- 18
Tombe rupestri
Interi cimiteri di tombe scavate direttamente nella roccia, dove la montagna divenne il luogo di sepoltura.
- 19
Tomba con vista
Un sarcofago solitario su un alto sperone, posizionato dove i suoi occupanti potevano ammirare le montagne.
- 20
Tombe rupestri – Dettagli delle facciate
Frontoni, archi e porte: la varietà dell'architettura funeraria scavata in un'unica parete di roccia.
- 21
Tempio corinzio
Uno dei sei templi noti della città, costruito nel raffinato stile corinzio per una divinità di cui si è perso il nome.
- 22
Tempio corinzio – Muratura superstite
Alti tratti di muratura regolare ancora in piedi, tenuti insieme dall'incastro dei propri blocchi.
- 23
Odeon
Una piccola sala coperta di pregiata muratura, con un tetto la cui ingegneria ancora sconcerta gli archeologi.
- 24
Odeon – Parete laterale e tempio di Zeus Solimio
Dietro la parete dell'odeon, il presunto santuario di Zeus Solymeus, dio del popolo fondatore della città.
- 25
Teatro greco di Termesso
Come una legge del Senato romano rese libera Termesso, e il teatro che quella libertà ha edificato.
- 26
Teatro greco di Termesso – Panorama
Filari di sedili sulla cresta stessa della montagna, con il paesaggio che si perde dietro la scena.
- 27
Teatro – Dettagli della scena romana
Ingressi a volta, un palcoscenico ampliato e recinti nascosti per gli animali: lo strato romano di un teatro greco.
- 28
Necropoli occidentale
Sarcofagi tra gli alberi, sepolti con i loro gioielli e maledizioni sostenute da multe pagate a Zeus Solimeo.
- 29
Monte Solimo – La città restituita alla foresta
Come un terremoto e un acquedotto rotto svuotarono la città, e perché la foresta l'ha custodita da allora.
Termesso
Domande frequenti
Quanto costa l’audioguida?
App gratuita. Prezzo indicato della guida: $2.99. Prezzo della guida nell’app. Solo audioguida. L’ingresso al sito è separato.
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