Stanza · Audioguida
Chiesa di San Sebastiano Audioguida in italiano
Un luogo da ricordare. Una storia da portare con te.
La Chiesa di San Sebastiano è una chiesa cattolica del XVI secolo situata nel sestiere di Dorsoduro a Venezia. È nota per custodire un ciclo di dipinti di Paolo Veronese, oltre a opere del Tintoretto e di…
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La Chiesa di San Sebastiano è una chiesa cattolica del XVI secolo situata nel sestiere di Dorsoduro a Venezia. È nota per custodire un ciclo di dipinti di Paolo Veronese, oltre a opere del Tintoretto e di Tiziano.
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Audioguida / 9 tappe narrate
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01
Facciata della chiesa su Fondamenta San Sebastiano
Benvenuti alla Chiesa di San Sebastiano, nel tranquillo sestiere di Dorsoduro a Venezia. Questa è una delle cinque chiese votive della città, eretta dopo il passaggio della peste per mitigare il castigo divino, secondo la concezione dell'epoca. Il suo santo fu scelto appositamente: san Sebastiano, martire e uno dei principali protettori europei contro la pestilenza. Il luogo ebbe origini umili. Nel 1393 i padri Gerolamini fondarono qui un ospizio per i bisognosi e, pochi anni dopo, vi fu costruito accanto un oratorio dedicato a Santa Maria piena di grazia e giustizia. Col tempo l'oratorio divenne una chiesa, dedicata a san Sebastiano per ringraziamento da parte dei sopravvissuti alla peste del 1464. La facciata conserva un aspetto sobrio e classicheggiante, divisa da un'alta cornice sotto un frontone triangolare. Proprio in cima si erge san Sebastiano stesso, trafitto dalle frecce. Vicino alla porta, le piccole figure di san Sebastiano e san Girolamo indicano i due santi più strettamente legati a questo luogo.
Didier Descouens · CC BY-SA 3.0
02
La chiesa dal rio e il campanile
Vista dall'acqua, la Chiesa di San Sebastiano è un edificio completamente diverso. L'elegante facciata in pietra lascia il posto a un semplice fianco in mattoni e, dietro l'abside semicircolare, si innalza il campanile, a base quadrata in mattoni, con un parapetto in pietra e una cuspide ottagonale in piombo. Il contrasto era intenzionale. I lavori per l'attuale chiesa rinascimentale iniziarono nel 1506 sotto l'architetto Antonio Abbondi, noto a tutti come lo Scarpagnino. I suoi committenti erano i monaci Gerolamini, la cui regola richiedeva uno stile di vita severo e modesto, e i cui fondi erano limitati. Perciò il progetto rimase sobrio ed essenziale: classicheggiante all'esterno, rinascimentale all'interno. La struttura fu completata nel 1548 e la chiesa attese fino al 1562 per la sua consacrazione. L'interno è a navata unica a croce latina, con atrio, cantoria sopraelevata e presbiterio absidato sotto una cupola.
Clemensfranz · CC BY-SA 3.0
03
Soffitto della navata e l'opera di Veronese
Paolo Veronese nacque a Verona e questa chiesa divenne il monumento emblematico della sua arte. La storia inizia con una commissione da parte di frate Bernardo Torlioni. Tra il 1555 e il 1570 il pittore tornò qui in tre diverse campagne, decorando il soffitto, le pareti della navata e dell'altare, l'organo, il presbiterio e la sacrestia. In alto, il soffitto della navata è una struttura lignea riccamente intagliata e dorata, suddivisa in sezioni incorniciate, ognuna contenente una tela, come una galleria integrata nell'intelaiatura. Veronese dipinse anche affreschi sulle pareti della navata e dell'altare. Dipinse inoltre un'Assunzione della Vergine nella cupola, ma quell'opera fu distrutta nel XVIII secolo. Ciò che rimane è un programma decorativo che percorre l'intero edificio, dall'ingresso all'altare maggiore.
Ascolta nell'appPhoto: Tango7174 · CC BY-SA 4.0
04
Incoronazione di Ester
Tre tele inserite nel soffitto della navata narrano la storia di Ester, e Veronese le completò nel 1556. Questa cattura il momento dell'incoronazione: il re Assuero pone la corona sul capo di Ester in mezzo a una corte affollata e teatrale. La scelta del soggetto era significativa. Ester era la regina dell'Antico Testamento che rischiò la vita per intercedere per il suo popolo, un intercessore che li salvò dalla distruzione. In una chiesa eretta per scongiurare la peste, una storia di liberazione dalla catastrofe parlava direttamente alle persone che la costruirono. Per Veronese fu anche il suo primo successo di grande rilievo nell'edificio.
Ascolta nell'appPaolo Veronese · Public domain
05
Cantoria e organo dipinto
A metà della navata si trova l'organo, che è molto più di una semplice cassa per lo strumento. Veronese trattò l'intera struttura come un unico insieme dipinto: un capolavoro architettonico dorato con le sue tele disposte attorno alle canne, che si staglia contro le pareti che aveva affrescato. Sopra l'ingresso, la cantoria sopraelevata, il barco, fu la celebre novità dello Scarpagnino, che altre chiese veneziane presto imitarono. Essa consentiva alla comunità religiosa di assistere alle funzioni separata dai fedeli. Sulla balaustra del barco si innalzano quattro statue di Girolamo Campagna, scolpite nel 1580. Esse raffigurano le sibille Cumana ed Eritrea, la Vergine annunciata e l'angelo annunciante.
Ascolta nell'appPaolo Veronese · Public domain
06
Presentazione al Tempio
Quando l'organo è chiuso, le sue portelle dipinte trasformano lo strumento in una sorta di pala d'altare gigante. Veronese dipinse tre scene per le ante e la parte frontale: la Presentazione di Gesù al Tempio, il Lavaggio degli animali sacrificali nel Tempio e la Natività. Insieme ripercorrono l'infanzia di Cristo e il rituale del Tempio. In questo pannello, colonne dipinte e un frontone incorniciano la scena del tempio, cosicché l'anta stessa forma un'edicola classica attorno alla storia. Un cane attende ai margini della folla, un piccolo tocco di vita quotidiana in un momento sacro. Le canne dell'organo riposano dietro queste scene, nascoste dalla pittura finché la musica non le richiama in uso.
Ascolta nell'appPaolo Veronese · Public domain
07
Tomba di Paolo Veronese
Incastonata nella pavimentazione a sinistra del presbiterio si trova una lastra di pietra piatta, logorata quasi liscia da secoli di passi. È la tomba di Paolo Veronese. Dopo i suoi anni di lavoro all'interno di questa chiesa, vi fu sepolto alla sua morte nel 1588, vicino all'organo che aveva dipinto. Anche suo fratello Benedetto è sepolto nella chiesa. L'iscrizione latina è difficile da leggere ora, ma registra ancora il giorno della sua morte. Aveva decorato questo edificio per gran parte della sua maturità artistica e, alla fine, scelse di rimanere tra le sue stesse opere.
Ascolta nell'appPhoto: Harvey Kneeslapper · CC BY-SA 4.0
08
Madonna in gloria con san Sebastiano e santi
Dietro l'altare maggiore è appesa l'ultima opera compiuta di Veronese nella chiesa, terminata nel 1570. La Madonna in gloria sovrasta il martire san Sebastiano, legato e trafitto da frecce, con i santi al suo seguito raccolti sotto di lei. La cornice in marmo multicolore segue un disegno dello stesso artista, commissionato nel 1559 dalla nobile veneziana Lise Querini. Il dipinto prese forma in un momento di grande tensione, mentre il Concilio di Trento teneva le sue sessioni finali. I suoi decreti, pubblicati nel 1564, condannarono l'iconoclastia protestante e rinnovarono l'enfasi sulle immagini dei santi e sul loro potere di ispirare, soprattutto le scene di martirio. Questa pala d'altare, con il suo dramma di sofferenza e gloria divina, risponde direttamente a tale appello. E le pareti del coro dietro l'altare custodiscono altre sue opere: tele della vita di san Sebastiano, a cui è dedicata la chiesa.
Ascolta nell'appPaolo Veronese · Public domain
09
Incoronazione della Vergine, soffitto della sacrestia
Nella quiete della sacrestia, il soffitto custodisce l'inizio dell'intera storia. Questa Incoronazione della Vergine appartiene alla fase più antica del lavoro di Veronese nella chiesa, prima del soffitto della navata, dell'organo e dell'altare maggiore. Dio Padre e Cristo depongono la corona sul capo di Maria, sotto la colomba dello Spirito Santo, tra nubi dorate. Veronese non aveva la sacrestia tutta per sé: essa conserva anche dipinti di Jacopo Tintoretto e Bonifacio de' Pitati, e altrove nella chiesa sono appese opere di Tiziano e di altri maestri veneziani. Una modesta chiesa legata alla peste ai margini di Dorsoduro, trasformata dagli anni di devozione di un pittore in un tesoro della pittura veneziana.
Ascolta nell'appPaolo Veronese · Public domain
Chiesa di San Sebastiano
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